La Nostra Gita in Europa: L'Ultimo Ballo di Glasner
Ah, il calcio. Quella meravigliosa, imprevedibile bestia che ci regala domeniche di ordinaria amministrazione e poi, d'improvviso, ti catapulta in una finale europea. Si, lo sappiamo, l'ultima di Premier contro i Gunners, freschi di scudetto e con l'aria di chi ha finalmente trovato le chiavi di casa dopo ventidue anni di ricerche, è stata poco più di una parata in attesa del vero show. Un 2-1 incassato senza troppi patemi, con Oliver Glasner che ha mescolato le carte come un croupier annoiato, pensando già al piatto grosso. E chi può biasimarlo? Il campionato è finito, la salvezza è in tasca da tempo immemore, e ora c'è un appuntamento che profuma di storia, di Lager e di gloria.
Mercoledì 27 Maggio, ore 21:00, Lipsia. Crystal Palace contro Rayo Vallecano. La finale di UEFA Conference League. La nostra prima, benedetta, maledetta finale europea. South London and Proud? Di più, South London e con il passaporto in mano, pronti a invadere la Sassonia con la solita disarmante fiducia che solo i tifosi delle Eagles possono avere. I bookmakers ci danno pure per favoriti, il che di solito è un pessimo presagio, ma per una volta, facciamo finta di crederci.
Certo, la strada per la gloria non è lastricata di rose, ma di caviglie gonfie. Il nostro Chris Richards, pilastro della difesa, ha deciso di sfilarsi due legamenti della caviglia con la grazia di un elefante in cristalleria. Il mister lo dà 50 e 50 per la finale. Un pronostico che, tradotto dal "Glasnerese" all'italiano, significa "forse lo vediamo in panchina con le stampelle, ma non ci scommetterei la pinta". Poi c'è Adam Wharton, il nostro metronomo, che ha rimediato una botta alla caviglia contro l'Arsenal. Pare si sia allenato, ma l'ansia da prestazione pre-finale è una brutta bestia. Senza contare Borna Sosa, che tra infortuni muscolari e misteri vari, è più una comparsa che un protagonista ultimamente. Eddie Nketiah, invece, ha chiuso baracca e burattini per la stagione, con un problema alla coscia che lo terrà ai box fino alla prossima.
Sarà anche l'ultimo valzer per Oliver Glasner, il nostro filosofo austriaco, che dopo questa finale saluterà la compagnia. Chissà se ci regalerà un'altra delle sue perle su come "risolvere il puzzle" dell'avversario, come fece con Guardiola. Speriamo che il Rayo Vallecano non sia un puzzle troppo complicato, altrimenti ci tocca a noi tifosi scendere in campo con la lente d'ingrandimento.
Ma l'attesa, ragazzi, l'attesa! È quella che ci tiene vivi. L'idea di vedere le nostre Aquile sollevare un trofeo europeo è un'emozione che non ha prezzo. Roy Hodgson, il nostro vecchio saggio, ha mandato un messaggio di incoraggiamento. E noi, da South London, rispondiamo con un coro unico: questa coppa deve essere nostra.
Go Eagles.
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